Ci sono giornate che sono filosofie, che ci suggeriscono interpretazioni della vita, che sono appunti a margine, pieni di altra critica, nel libro del nostro destino universale. Questa è una di quelle giornate, lo sento. Ho l'assurda impressione che con i miei occhi pesanti e col mio cervello assente si stiano tracciando, come con un lapis insensato, le lettere del commento profondo e inutile. (Fernando Pessoa)
Mi sembrava quasi naturale averti qui. Il bisogno di starti vicino è stato innato, perché è così che succede,in situazioni come questa,la vita la senti più forte e i sentimenti prendono qualunque forma e si ricoprono di qualsiasi sfumatura.
Si cancella tutto quello che è stato nel mezzo,che poi,è quello che non è stato tra di noi,perché finalmente ognuno aveva la sua vita. Si abolisce il tempo che ci ha definiti quelli che sapevamo di non essere.
Tuttavia non avevo nessun timore,nessuna strana sensazione,nessun irrazionale pensiero,perché il passato io l’ho passato,lasciato in soffitta,sotterrato dalla polvere.
Non so(o forse lo so)come tu abbia fatto,ma con dolce maestria mi hai riportata lassù,mi hai fatto spazio tra quegli scatoloni e hai deciso di aprirne qualcuno. Credevo non ne avessi bisogno, nemmeno tu.
Non sei riuscito ad aprire proprio quelli che volevi,probabilmente te l’ho impedito,ma sei riuscito a fare ancora di meglio,perché volevi sfruttare l’occasione,me lo hai detto tu,ironico.
Mi hai fatto rivivere momenti che avevo dimenticato,abbandonato,lasciato. Mi sono rivista e ho sorriso a me stessa per l’ingenuità che avevo addosso,per l’innocenza che ci legava così stretti,per l’amore che mi riempiva. Mi sono rivista e immediatamente ho rivisto te,quello che eri,e ti ho sorriso,e tu hai capito.
Perché tutto cambia.
Tutto e io no. Sentirmelo dire da te è stato il complimento più bello che potessi ricevere.
Sentire che mi anticipavi,nel dire e nel fare,è stata la dimostrazione che tutto era vero,che quel passato l’abbiamo vissuto fino all’impossibile,con tutte le nostre possibilità,l’abbiamo divorato,masticato avidamente,ingoiato gelosi,e digerito,chi prima e chi dopo,ma digerito.
Ho sempre dichiarato con la più profonda certezza quello che siamo stati,perché la verità non la si può sotterrare,non l’ho mai dichiarato solo a te,perché quello che è successo dopo,inevitabile per due come noi,non me lo ha permesso,solo per questo.
E dopo tutto questo tempo sei riuscito a colpirmi ancora,inaspettatamente,in punti che solo tu hai saputo conoscere. Quel tuo sapermi a memoria.
Non volendomi ferire sei stato sincero,com’ è il tuo solito,hai tastato il terreno dove fosse fertile e ci ha buttato qualcosa di tuo,che ora fa rumore e fa muovere queste mani,scrivere queste parole.
Mentre parlavi,come per chissà quale contraddittoria magia,hai fatto scattare quel meccanismo che mi fa adirare con te,che mi fa incazzare con te,che ti vuole obbligare a vedere le cose coi miei occhi,per darmi ragione, e in quel momento aprire una parentesi e buttarsi nel passato,mandarti a fanculo poi,come sempre,perché non me la dai vinta.
Nel mezzo di quella parentesi ci ha scaraventato anche delle scuse,che da sempre volevi farmi,e che per me non ci sarebbe mai stato bisogno di ricevere.
È stato bello riviverti perché tu sai come vivo, ed è per questo che per più di una volta mi hai costretta a dirti l’imbarazzo che provavo,come se non lo sapessi…lo volevi e ci sei riuscito.
Tutte quelle battute che suscitavano enormi sorrisi,quasi di plastica,perché far fuoriuscire un’emozione è sempre complicato,se di mezzo poi c’è stato amore,è a dir poco inammissibile.
È stata l’ennesima partita ieri sera,mi hai attaccata,driblata,scartata e dopo qualche traversa sei riuscito a far goal,di quelli che fanno impazzire i tifosi,che li fanno saltare,urlare,abbracciare,festeggiare,tutto a più non posso,goal che donano un istante di felicità.
La tua è stata un’acrobazia di parole che mi ha lasciata senza fiato…
Confessarmi di aver voglia di guardarmi negli occhi,non è stato meschino,né vile,né un’altra delle tue trappole per farmi precipitare nella difficoltà ,è stato il pretesto per dimostrare che sai che io da lì non posso scappare,fuggire,nascondermi o mentire.
E allora abbassare lo sguardo per regalartene uno subito dopo.
Uno di quelli che tu sai decifrare.Ad occhi chiusi.
Me