lunedì, 14 dicembre 2009

Sei quella luce sottile che si infila sotto la tenda viola mentre mi accartoccio nelle coperte.Un pensiero ancora pallido e indecifrabile.L’aria calda che scappa fuori dai cuscini sporchi di sogni, quando ci sprofondo la faccia.E vorrei scivolare di nuovo appena sposto lo sguardo dalle nuvole.Apro la finestra e fai a gara con il vento tra i miei capelli,mentre un pensiero non riesce a costruirsi e rimane sensazione,ma rimane perché ci si diverte con me.

Sbircio ancora il mattino che inizia a respirare con più forza, per capire che giorno è. Esco di casa e questa città mi da il buongiorno e io le regalo le mie canzoni come sfondo,la vesto,la faccio più bella. Il leggero soffio che entra sotto la maglia e sale lungo la schiena mi riporta a quel pensiero. Scambio uno sguardo col ragazzo della fermata,che so domani non rivedrò,e ha quei pantaloni consumati,i lacci che leccano l’asfalto,il sonno sulla pelle,i libri nello zaino.

Ti leggo insieme a quella scritta sul muro e non mi faccio nessuna domanda. Se ne occupa l’assenzapresente,e tornano solo pietre. Cosi vorrei vedere cadere qualcosa dal cielo,per farmi sentire che è vivo,e che anche lì succede qualcosa…

“a volte succede qualcosa di dolce e fatale,come svegliarsi e vedere la neve”

poi ti sento nel profumo portatomi dal vento,o dentro il freddo,o guardano una panchina,dietro tutte quelle sigarette.

Il posacenere è colmo e vorrei vedere la luna,vedere se lei è vuota o piena nella pace più nera,nello stesso momento, e invece mi si offre una splendida palla di fuoco,sparata da chissà quale angolazione,ma centrata nel cuore dell’azzurro,che concentra luce e biancogiallorosarancione di un’intensità da spaccarti gli occhi,un’intensità profonda degna di un abisso.

 

TuttoeNiente

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lunedì, 07 dicembre 2009

Ci sono tanti tipi di amore,solo non li riusciamo a vedere.

È ovunque non riusciamo a posare lo sguardo perché ci appoggiamo il cuore.

E filtriamo tutto da lui che nasconde bene qualsiasi essenza,sottoforma di qualsiasi sentimento.

Mentre si contrae spontaneamente e ritmicamente riusciamo a infilarci ogni tipo di emozione,

è involontario,grande più o meno come il nostro pugno,ed è ciò che di più profondo esista,

e ci fa sentire vivi più di qualunque altra cosa,anche più della vita.

 

Si riempie e si svuota. Rapidamente…

 

A me è bastata una persona,a farlo riempire,a rischio di esplosione.

Sono bastati sguardi che avevan voce più di qualsiasi discorso,sono bastate parole più forti di qualsiasi bomba,sono bastati silenzi più magici di ogni favola,baci più morbidi di qualsiasi piuma,mani più leggere dell’aria…

abbracci in cui davvero ho creduto sentissi cosa mi scorreva sottopelle,infondo alle vene. Momenti in cui ho creduto riuscissi a vedere cosa c’era infondo agli occhi,in quel posto trasparente,dietro l’arcobaleno. Ho creduto intensamente nei brividi che ho provato,l’effetto che facevano,sentirsi,semplicemente.

Una cosa rara.

 

E non riuscire a capire. mai.

 

Credo che il mare mi ricorderà sempre un po’ te,per la forza di attrazione che ha,di buttarsi,di tuffarsi,di nuotarci,di scoprirlo,tanta come la paura di perdercisi dentro,quando lo si vede da lontano,dall’alto magari,da una prospettiva privilegiata,quando l’orizzonte non appare,nemmeno all’orizzonte…

All’infinito.

TuttoeNiente

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sabato, 28 novembre 2009

È una necessità desiderare. È quasi una costrizione,perché non abbiamo tutti tutto e perciò desideriamo.

Desiderare è diverso da volere. Una cosa la vuoi quando sai di poterla ottenere,non che un desiderio non si possa volere così tanto da poterlo esaudire…ma…

mi sfugge quello che voglio dire.Quello che intendo.

Desiderare è vincolante,nei desideri si chiede l’impossibile,cose laboriose,piene di particolari,i desideri brillano,più delle stelle.Ti ricordi quella volta,era una delle nostre serate,una di quelle poche libere che avevamo d’estate,nelle quali ci guadagnavamo una bottiglia di vino al ristorante,nella quali ci cedevamo volenterose nella mani del dio bacco.

Ti ricordi quando ti dicevo com’erano le stelle secondo me? La consistenza che avevano se avessi potute toccarle?

Dicevo “sono appiccicose,tu le tocchi e la luce che le fa splendere così tanto ti rimane in mano,ma non come colla,è una roba morbida!”

Ecco un desiderio,è poterci andare fin lassù per poterlo verificare.

Io ad esempio, desidero che l’uomo che amo tanto,tanto da volerlo con me per tutta la vita mi voglia sposare sopra un albero,preferibilmente a testa in giù,con la scusa che il sangue mi arrivi così in fretta alla testa,mentre lui mi promette amore eterno,che io debba dirgli si per forza. Ovviamente solo io e lui,senza prete,damigelle,abito bianco,solo con tanti colori intorno da farci da testimoni e qualche uccellino che volando sopra di noi si sia fermato sopra un ramo,ad ascoltarci… oppure vorrei che mi sposasse in mezzo ad una strada deserta,incastrata tra due montagne,mentre camminiamo disperati,senza aver sentito il rumore di una macchina da più di un’ora,e che mi faccia rispondere urlando a squarciagola,cosicché la mia voce rimbombando arrivi fin sopra il cielo. Desidero studiare cose che mi appassionano, averne sempre voglia,leggere libri che mi piacciono all’aria aperta. Desidero serate stravaganti da poter raccontare ad uno sconosciuto,che ingannato dal mio aspetto,si sia aspettato tutto il contrario.

Desiderio fare un lavoro che amo,ottenerlo onestamente,guadagnarmelo giorno per giorno,con fatica,con responsabilità, che mi appaghi ogni volta che mi chiederò se è quello giusto.

Desidero che un uomo suonando la sua chitarra mi canti una canzone,e che mi faccia ridere fino a scoppiare ogni volta che sarò triste,desidero che mi baci i piedi quando sarà stanca.

Desidero fare l’amore con una persona che mi faccia saper volare,e che mi faccia incazzare da non riuscirlo più a capire per farmi ricordare chi sono,per farmi capire che siamo due,sempre,ma che sempre sono io.

Desidero viaggiare in posti sconosciuti per poter vedere coi miei occhi luoghi che sono capace solo a sognare,desidero poter accarezzare ogni attimo che vivo,stimare ogni persona che incrocio nel mio cammino.

Desidero vivere in una comunità hippie pure,per un po’ e non solo per fumare la pace…

Desidero avere dei figli per potergli insegnare tutto quello che so,per fargli apprezzare la vita in tutte le sue sfaccettature,li desidero sani e forti per potersi alzare tutte le volte che cadono,anche quando non ci sarò.

Desidero morire lontano da questo paese,guardando il mare,e che il mio ultimo pensiero sia un pensiero felice,questo è un desiderio,mica cazzate,per intenderci.

Lo dico a te,che sono sicura stai leggendo,magari stai anche sorridendo.

L’ho scritto anche per te,se ho reso l’idea.

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giovedì, 19 novembre 2009

Mentre il buio ci inghiotte noi versiamo parole su questo marciapiede,e tu con le gambe che penzolano dal muretto

mi dici che la senti davvero la vita.

Gli autobus passano e nessuno se ne cura,né passerà un altro,non smettiamo di parlare,chiudiamo il discorso.

Non mi và  più di lasciare le cose a metà …è la cosa più brutta che abbia fatto,perché non ha senso…

ognuno gli dà la fine che vuole,o mette fine dove vuole a quelle parole non troppo leggere,ma che il vento riesce comunque a portare via con sé.

Allora finiamo di parlare e ricominciamo a litigare.

La discesa scivola dietro di noi,rimangono gli alberi sopra le nostre teste e il nirvana sopra di loro,sopra il cielo,sopra  i pianeti e tutte le costellazioni che riescono a nasconderlo. Non scivolano gli attimi vissuti poco prima,sono appiccicati sulle nostre dita ancora sporche di cioccolato, quello bianco, che abbiamo mangiato come bimbi che tuttora siamo.

Non scivola dalla mente il riflesso allo specchio né quel pensiero scattato all’improvviso

“cazzo,come rispecchia la realtà” ed è così che le regole si sottraggono e gli atteggiamenti giusti sfuggono,non si sa come bisogna comportarsi,si sa solo che c’è sempre una maledetta e benedetta parte da recitare.

 

E dopo sentirmi soffocare dentro quell’autobus,sentire il sangue che pompa al cuore troppi sentimenti,e guarda il caso nell’mp3 passa una canzone che proprio non doveva… non doveva, e esprime ciò che non deve…allora prendo tutto e scendo di fretta. Ho voglia di respirare e magari di piangere che per me è come respirare.

Ma cammino veloce tra la gente,mi nascondo nella sciarpa,ma non come quella volta.

Guardo in basso,la strada,le foglie spiaccicate sull’asfalto e prego che almeno loro sentano dai miei piedi tutto quello che mi fa sta facendo vibrare.

 

Ogni volta,

ogni volta,

ogni volta…

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mercoledì, 11 novembre 2009

Ci sono giornate che sono filosofie, che ci suggeriscono interpretazioni della vita, che sono appunti a margine, pieni di altra critica, nel libro del nostro destino universale. Questa è una di quelle giornate, lo sento. Ho l'assurda impressione che con i miei occhi pesanti e col mio cervello assente si stiano tracciando, come con un lapis insensato, le lettere del commento profondo e inutile. (Fernando Pessoa)

 

Mi sembrava quasi naturale averti qui. Il bisogno di starti vicino è stato innato, perché è così che succede,in situazioni come questa,la vita la senti più forte e i sentimenti prendono qualunque forma e si ricoprono di qualsiasi sfumatura.

Si cancella tutto quello che è stato nel mezzo,che poi,è quello che non è stato tra di noi,perché finalmente ognuno aveva la sua vita. Si abolisce il tempo che ci ha definiti quelli che sapevamo di non essere.

Tuttavia non avevo nessun timore,nessuna strana sensazione,nessun irrazionale pensiero,perché il passato io l’ho passato,lasciato in soffitta,sotterrato dalla polvere.

Non so(o forse lo so)come tu abbia fatto,ma con dolce maestria mi hai riportata lassù,mi hai fatto spazio tra quegli scatoloni e hai deciso di aprirne qualcuno. Credevo non ne avessi bisogno, nemmeno tu.

Non sei riuscito ad aprire proprio quelli che volevi,probabilmente te l’ho impedito,ma sei riuscito a fare ancora di meglio,perché volevi sfruttare l’occasione,me lo hai detto tu,ironico.

Mi hai fatto rivivere momenti che avevo dimenticato,abbandonato,lasciato. Mi sono rivista e ho sorriso a me stessa per l’ingenuità che avevo addosso,per l’innocenza che ci legava così stretti,per l’amore che mi riempiva. Mi sono rivista e immediatamente ho rivisto te,quello che eri,e ti ho sorriso,e tu hai capito.  

Perché tutto cambia.

Tutto e io no. Sentirmelo dire da te è stato il complimento più bello che potessi ricevere.

Sentire che mi anticipavi,nel dire e nel fare,è stata la dimostrazione che tutto era vero,che quel passato l’abbiamo vissuto fino all’impossibile,con tutte le nostre possibilità,l’abbiamo divorato,masticato avidamente,ingoiato gelosi,e digerito,chi prima e chi dopo,ma digerito.

Ho sempre dichiarato con la più profonda certezza quello che siamo stati,perché la verità non la si può sotterrare,non l’ho mai dichiarato solo a te,perché quello che è successo dopo,inevitabile per due come noi,non me lo ha permesso,solo per questo.

E dopo tutto questo tempo sei riuscito a colpirmi ancora,inaspettatamente,in punti che solo tu hai saputo conoscere. Quel tuo sapermi a memoria.

Non volendomi ferire sei stato sincero,com’ è il tuo solito,hai tastato il terreno dove fosse fertile e ci ha buttato qualcosa di tuo,che ora fa rumore e fa muovere queste mani,scrivere queste parole.

Mentre parlavi,come per chissà quale contraddittoria magia,hai fatto scattare quel meccanismo che mi fa adirare con te,che mi fa incazzare con te,che ti vuole obbligare a vedere le cose coi miei occhi,per darmi ragione, e in quel momento aprire una parentesi e buttarsi nel passato,mandarti a fanculo poi,come sempre,perché non me la dai vinta.

Nel mezzo di quella parentesi ci ha scaraventato anche delle scuse,che da sempre volevi farmi,e che per me non ci sarebbe mai stato bisogno di ricevere.

È stato bello riviverti perché tu sai come vivo, ed è per questo che per più di una volta mi hai costretta a dirti l’imbarazzo che provavo,come se non lo sapessi…lo volevi e ci sei riuscito.

Tutte quelle battute che suscitavano enormi sorrisi,quasi di plastica,perché far fuoriuscire un’emozione è sempre complicato,se di mezzo poi c’è stato amore,è a dir poco inammissibile.

È stata l’ennesima partita ieri sera,mi hai attaccata,driblata,scartata e dopo qualche traversa sei riuscito a far goal,di quelli che fanno impazzire i tifosi,che li fanno saltare,urlare,abbracciare,festeggiare,tutto a più non posso,goal che donano un istante di felicità.

La tua è stata un’acrobazia di parole che mi ha lasciata senza fiato…

Confessarmi di aver voglia di guardarmi negli occhi,non è stato meschino,né vile,né un’altra delle tue trappole per farmi precipitare nella difficoltà ,è stato il pretesto per dimostrare che sai che io da lì non posso scappare,fuggire,nascondermi o mentire.

E allora abbassare lo sguardo per regalartene uno subito dopo.

Uno di quelli che tu sai decifrare.Ad occhi chiusi.

Me

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sabato, 07 novembre 2009

Io immagino un sentire,tipo sussulto,

succedeva,

qualcosa di simile alla paura,

nella profondità della pancia

paragonabile ai giochi che fanno coi nastri le ballerine,

o quello che fanno coi piedi,

che è ancora più stupefacente.

Dura un istante,quanto basta per recepirlo.

 

Immagino un pensiero sfuggente

Che ti abbia spinto …

Uno di quelli che non ne fa scoppiare a catena un’infinità

Ma si ferma dove decidi tu.

Ha deciso qualcun altro però,la stranezza della vita,

O qualche dio era dalla mia parte.

 

Io aspetto questo futuro come un regalo

Nello stesso modo in cui ho aspettato ogni giorno

Prima che ti ci intrufolassi tu.

Se potessi vedermi ti ricorderei tanto

Quella ragazza bionda

Che hai conosciuto quando a malapena conoscevi la tua pubertà

Quella che ti ha dato molte trasfusioni di vita

E non ancora di cuore.

 

Tutto e Niente

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giovedì, 05 novembre 2009

Io non pretendo nulla,

anzi,

forse pretendo il nulla,

da te,

Perché non c’è più sostanza

ed è svanita l’essenza

che nutriva quel tramonto

che non riusciva a spegnersi mai.

È morta la tristezza,

quella che riaffiora quando si accende il buio,

è irreperibile il dolore,

è eclissato il disincanto.

Ma c’è un minuscolo pensiero

che eccezionalmente sboccia

E che si limita ad essere sul punto

di voler,

per una millesima frazione di secondo,

incrociare il tuo sguardo,

per poter squarciare il mio.

Tutto e Niente

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lunedì, 02 novembre 2009

 

Vorrei soffiare aghi nel tuo respiro

Non per fartela pagare elegantemente

Perché non è da me,

Nemmeno per soffocare la mia “istintualità “

Che mi chiede con insistenza

Di insultarti e picchiarti.

 

Vorrei soffiare aghi nel tuo respiro

Per farti sentire cosa si prova,

Com’è fastidioso quel punzecchiare

piano e veloce con persistenza

In un posto dentro che non ti so spiegare

Ma che tu riesci a bucare, e che a me fa male.

solo in giornate come queste,io vorrei.

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venerdì, 23 ottobre 2009

 

Salto come una bambina tra pozzanghere blu cobalto,

mangio caramelle gommose e colorate,

raccolgo girasoli tra l’asfalto,

scrollo i capelli e vedo volar via farfalle

mi tuffo dal palazzo più alto e atterro su una nuvola,

guardo il cielo e mi sembra il mare,

alla fine di ogni mio giorno,

in cui vivo ogni secondo fino in fondo,

vedo prati sconfinati,

pieni di fiori,

girotondi di foglie sfumate…

 

danze di pensieri luminosi nella mente

incessante vita che mi si scaglia contro come un’onda

e così desidero giorni assurdamente uguali,

incredibile,

eppure sono sempre io

 

“signorina libertà,signorina fantasia!”

 

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mercoledì, 21 ottobre 2009

Ti scrivo da qui che è anche terra tua,per fartela respirare un po’,quest’aria infida e bastarda che mi taglia le orecchie e mi costringere a girare con il cappuccio sempre in testa.

Ti scrivo da questa casa che è così nuova e già piena,da dove vedo tutta la città,che sorprendentemente mi piace fin troppo… questa vista è così bella da farti render conto che l’uomo è davvero un mostro geniale,o un geniale mostro.

A proposito di mostri oggi abbiamo visto un film all’università da strappar lacrime anche al più insensibile… un giorno lo guarderemo insieme!

Ti scrivo perché ora sono sola e tu solo sai quanto mi piace… non c’è rumore intorno a me… ho sentito soltanto una vocina dentro che mi diceva che ora di scriverti… ma qui accadono troppe cose,nemmeno un diario di bordo basterebbe a tenerti aggiornata e poi lo sai come và la mia vita,un casino dopo l’altro,una discesa dopo ogni salita,un sorriso dopo ogni pianto,un bacio dopo mille botte.

 

Sarà che oggi ti ho pensato più intensamente perché il freddo si è fatto più pesante e impersistente,quasi ci volesse congelare, sarà che mi sto accorgendo che davvero non ci sei mentre mi lavo le mutande,faccio la pasta,stiro,chiamo l’idraulico,mi arrangio navigando nel sito dell’università, sarà che in mezzo a tutto questo non sento le tue risate o i tuoi rimproveri, sarà che le patate ora stanno bollendo fino ad esplodere e non ti sento urlare

 “vai a spegnere il fuuuoooooooooCoooooooooooooo!”

 

Per ora ho spento la sigaretta… e può bastare,com’ è bastata a farmi compagnia per scrivere il post!

 

Ti abbraccio

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